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La farsa delle proteine

di Franco Libero Manco

La decisione di arricchire di proteine i più comuni alimenti con farina di larve e insetti ha l’aria di essere un madornale raggiro probabilmente per smerciare l’enorme quantità di farine non vendute, stoccate nei silos per mesi e soggetti a muffe, tignole e farfalline. Il meccanismo è semplice: basta convincere la gente che ciò che sempre stato rivoltante è invece prelibato e ricco di nutrienti, specialmente di proteine, sempre assurdamente ricercate dalla massa. Allo stesso modo per gli altri comparti alimentari come quello dei legumi: se accatastati da anni e risultano invasi dal tonchio, la soluzione è semplice: con una buona campagna pubblicitaria si convince la massa che, contrariamente a quanto pensato, il verme è una squisitezza, ricco di omega 3, e il gioco è fatto.

L’umanità  è già flagellata dal consumo di cibi troppo proteici nell’errata convinzione che le proteine siano più importanti di quanto non lo siano i minerali o le vitamine. Non vi è alimento che non contenga proteine, Se non ci fossero gli aminoacidi anche nell’umile erba come potrebbero gli animali più forti della terra costruire le loro possenti masse muscolari? E come avrebbero fatto i nostri antichi progenitori vissuti per milioni di anni da fruttariani? L’utilizzazione delle proteine da un determinato alimento è tanto più grande, quanto minore è la sua percentuale proteica e la conferma scientifica dell’isovalenza tra le proteine animali e vegetali fu dimostrata nel 1728 dal Dr. Bartolomeo Beccari, scopritore del glutine del frumento.

Le proteine in eccesso non possono essere accumulate nell’organismo come per i glucidi ed i lipidi; devono essere eliminate e al fegato tocca l’onere di trasformarle in urea e ai reni di eliminarle. Ma se i reni non sono pienamente efficienti l’organismo resta intossicato e per liberarsene le lega alle pareti dei capillari che diventano più spesse impedendo il transito delle sostanze nutritive. Per compensare questa situazione l’organismo aumenta non solo la pressione arteriosa ma anche la quantità di calcio espulsa con le urine e, col tempo, questo meccanismo genera arteriosclerosi.

Le proteine animali danno come prodotto finale l’acido urico che i carnivori, provvisti dell’enzima uricasi (di cui l’uomo è sprovvisto), viene trasformato in urea e quindi eliminato. Nell’uomo questo acido urico si combina con il sodio e si deposita soprattutto nelle articolazioni provocando anche gotta, dolori, tumefazioni e deformazioni. Inoltre, le scorie prodotte dal consumo eccessivo di proteine, veri e propri veleni per l’organismo, oltre ad acidificare il sangue, ad affaticare il fegato ed i reni, spesso sono causa di uricemia, obesità, calcolosi, reumatismi, dispepsie, eczemi, arteriosclerosi ecc.

Tutti gli aminoacidi necessari a formare le proteine sono reperibili nel mondo vegetale senza incorrere agli effetti collaterali dovuti alla carne. La carenza proteica si può verificare solo in concomitanza con una grave carenza calorica mentre il rischio di carenze vitaminiche, minerali, enzimatiche ed ormonali è sempre in agguato. E’ difficile che si manifestino malattie da carenza proteica mentre le popolazioni del mondo industrializzato risultano flagellate da moltissime patologie dovute all’eccesso di proteine.

Nel 1957, un comitato di esperti della Fao e dell’Oms stabilì il necessario quantitativo in un grammo per Kg di peso corporeo al di. Nel 1963, lo stesso comitato concordò di dimezzare la quota, precedentemente stabilita e di portare a 35 grammi la percentuale di proteine necessarie, per persona al giorno, cioè 0,5 grammi per peso corporeo. Gli igienisti ritengono che tale quantitativo sia ancora eccessivo e che sono sufficienti 0,25 grammi.

In occidente si consumano da 3 a 5 volte più proteine del necessario, mentre il nostro organismo ha bisogno di un quantitativo limitato di proteine. Quantitativo soddisfatto con un solo etto di pasta più un solo etto di legumi al giorno e non è necessario abbinare cereali e legumi in uno stesso pasto per ottenere la perfetta miscela di aminoacidi. Chiunque assuma nell'arco della giornata cereali  e legumi è in grado di ottenere facilmente tutti gli aminoacidi necessari.




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